Il vidigrafo o film recorder o kinescope è uno strumento creato per registrare su pellicola cinematografica un segnale televisivo. Si tratta in sostanza di una cinepresa che registra le immagini emesse da un monitor. Sino ai primi anni del 2000 questo monitor è stato un cinescopio, ossia un televisore a tubo catodico.
A partire dalla seconda metà degli anni ‘50, con la commercializzazione dei primi videoregistratori, l’utilizzo del vidigrafo è stato progressivamente abbandonato, ma sino agli anni ‘60 la maggioranza dei programmi televisivi è stata archiviata utilizzando questo sistema.
La vidigrafazione sopravvive in campo cinematografico come strumento per integrare registrazioni televisive all’interno di film ma soprattutto per trasferire su pellicola le immagini generate in computer grafica. Dal momento che oggi il cinema è quasi tutto digitale, l’utilizzo del vidigrafo è molto limitato.
Il telecinema trasforma in segnale video le immagini acquisite su pellicola cinematografica. E’ il sistema ancora oggi utilizzato per distribuire in televisione, in Internet o su supporti contenenti file digitali come i Blue-Ray i prodotti originariamente realizzati in pellicola.
Il telecinema è composto da un proiettore cinematografico e da un mezzo di acquisizione digitale, solitamente uno scanner, sincronizzati fra di loro.
Il telecinema a CCD proietta luce bianca attraverso la pellicola esposta e sviluppata. La luce bianca, filtrata dalla pellicola, produce un’immagine che viene focalizzata su un sensore CCD, che la converte in un segnale elettrico. Quest’ultimo viene poi convertito in un flusso dati digitale o in un segnale video analogico.
Il telecinema a flying spot è utilizzato in campo broadcast. Il sistema di proiezione in questo caso è un tubo a raggi catodici (CRT) ad altissima risoluzione. La luce emessa dal CRT attraversa la pellicola, viene separata nelle componenti rossa, verde e blu da un filtro dicroico e tre fotodiodi convertono i fasci luminosi in impulsi elettrici, che vengono poi trasformati in un segnale video analogico o in un flusso dati digitale.
Nel telecinema è cruciale la perfetta sincronizzazione tra il movimento meccanico della pellicola, la cadenza di acquisizione dei fotogrammi e la generazione elettronica del segnale video. Quando la frequenza dei fotogrammi del filmato differisce da quella richiesta per il video, si rendono necessarie delle tecniche di compensazione. Nei paesi che usano gli standard televisivi PAL o SECAM la frequenza dei fotogrammi televisivi è fissata a 25 il secondo. Di conseguenza nel telecinema le produzioni cinematografiche a 24fps vengono accelerate del 4% per raggiungere i 25fps richiesti. Questo riduce la durata del film e alza la tonalità dell’audio di circa un semitono; l’audio richiede quindi un ulteriore intervento di compensazione per mantenere le frequenze originali.
Nei paesi che usano il sistema NTSC, dove l’emissione televisiva ha una cadenza di 29,97fps, la produzione cinematografica a 24 fps viene compensata dal telecinema tramite la tecnica di conversione 3:2 pulldown. Il filmato viene prima rallentato dello 0,1% per raggiungere la cadenza di proiezione di 23.976fps e poi, tramite interlacciamento, ogni 4 fotogrammi di pellicola vengono creati 5 frame video.
Gli standard televisivi PAL, SECAM e NTSC sono legati alla frequenza hertz della corrente elettrica utilizzata nei vari paesi: PAL o SECAM per i 50Hz, NTSC per i 60Hz.

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